24 ore di musica no-stop per il centenario della morte di Erik Satie
Venerdì 5 e sabato 6 dicembre, l’Università di Torino, in collaborazione con il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino e in occasione del convegno internazionale Satie 2025. Cent ans d’héritage, ospita l’esecuzione integrale di Vexations (1893), uno dei lavori più enigmatici e affascinanti di Erik Satie. Il brano, basato su un frammento di 152 note da ripetere 840 volte, richiede circa 24 ore di esecuzione continuativa. L’evento, senza precedenti per la città, si apre nell’atrio di Palazzo Nuovo alle ore 15 del 5 dicembre per continuare fino alle ore 12 circa del 6 dicembre.
La performance, resa possibile grazie a un’installazione multimediale a cura di Andrea Malvano, Luca Martone e Andrea Valle è progettata con la collaborazione tecnica di Studium Lab e vede alternarsi circa quarantacinque pianisti, coordinati da Carla Rebora, tra docenti dell’Università, professionisti, convegnisti, docenti e studenti del Conservatorio che si passeranno il testimone per completare le 840 ripetizioni previste da Satie.
L’apertura straordinaria
Palazzo Nuovo rimarrà eccezionalmente aperto per l’intera notte, offrendo al pubblico la possibilità di assistere a un’esperienza musicale di grande suggestione. Un pianoforte gran coda, un piccolo salotto con poche sedie, un monitor con contatore delle ripetizioni e una sonorizzazione di tutto lo spazio circostante faranno da teatro all’evento, che sarà anche ripreso per una fruizione in streaming.
Vexations
Composto nel 1893, Vexations rappresenta un unicum nella storia della musica: un’opera che mette radicalmente in discussione i confini dell’ascolto e dell’esecuzione, sospendendo la percezione del tempo attraverso una ripetizione ipnotica e potenzialmente infinita. L’indicazione in testa alla partitura dice: «Per suonare questo motivo 840 volte, bisognerebbe prepararsi in anticipo, nel più assoluto silenzio, con serie e scrupolose immobilità». Satie cerca un contatto con la dimensione trascendente e viene spontaneo chiedersi se Vexations sia solo musica, oppure qualcosa di alternativo che reimposta i confini stessi della disciplina.
La prima esecuzione a New York
La prima esecuzione documentata dell’opera avvenne a New York tra il 9 e 10 settembre del 1963 su iniziativa di John Cage, tra i più grandi cultori della musica di Satie. Presso il Pocket Theatre si alternarono numerosi pianisti chiamati a suonare dalle 6 del pomeriggio alla mezzanotte del giorno successivo, con una memorabile attenzione mediatica del New York Times: otto critici musicali seguirono l’evento, e uno di essi venne addirittura coinvolto nell’esecuzione. Nel pubblico figurava anche Andy Warhol che raccolse suggestioni utili per un film di otto ore sull’Empire State Building, realizzato l’anno seguente. Da allora l’opera è stata riproposta in poche occasioni in alcune delle principali capitali culturali del mondo mentre in Italia esistono solo alcune attestazioni di esecuzioni (parziali o integrali, a seconda dei casi) per esempio presso la Biennale Musica di Venezia, il Conservatorio di S. Cecilia a Roma, Mito SettembreMusica o Tempo Reale di Firenze.
Il centenario di Erik Satie
La tappa torinese si inserisce in un ampio calendario di iniziative dedicate al centenario della morte di Erik Satie che hanno preso il via il 31 ottobre di quest’anno a Honfleur, città natale del compositore. Il programma del convegno prevede, oltre alle sessioni scientifiche, momenti divulgativi e collaborazioni con istituzioni culturali del territorio. Tra gli appuntamenti principali:
- il concerto al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Torino (5 dicembre, sera), con un omaggio a Satie che prevede commissioni e prime esecuzioni da parte delle classi di composizione, pianoforte e musica da camera;
- la proiezione dei film Entr’acte di René Clair e Fuoco fatuo (Le Feu follet) di Louis Malle al Cinema Massimo, organizzata con il Museo Nazionale del Cinema, con esecuzione dal vivo delle musiche composte da Satie per la pellicola muta di René Clair.
Il progetto coinvolge una rete internazionale di partner: oltre al Conservatorio “G. Verdi di Torino” e al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, partecipano anche l'Institut de recherche en Musicologie (IreMus), l’Université Sorbonne, il progetto Correspondencias entre la música y la literatura en la Edad de Plata II (MULICO2) dell’Universidad Complutense de Madrid (UCM), la Società Italiana di Analisi e Teoria Musicale – GATM e la città di Honfleur con Maisons Satie e il museo Eugène-Boudin, l’Ambasciata di Francia in Italia, il corso di studi in DAMS dell’Università di Torino.
Il ciclo di celebrazioni si concluderà con le giornate di studio e le performance organizzate presso il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania.