La Cina fuori dai libri, studenti Unito in viaggio a Chongqing e Pechino
Una delegazione di circa venti studenti di cinese del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino ha partecipato a un viaggio in Cina, con un programma di visita e studio che si è articolato in circa 10 giorni con visite culturali alle città di Pechino e Chongqing, lezioni di lingua, calligrafia, intaglio della carta, taiji e approfondimenti sulla storia e sulle tradizioni locali.
L’iniziativa, sostenuta dal Governo cinese tramite l’Ambasciata, con il supporto organizzativo dell’Istituto Confucio di Ateneo, è attiva dallo scorso anno accademico e ha già coinvolto oltre cinquanta studenti di UniTo, che nelle precedenti visite hanno avuto l'opportunità di visitare Pechino, Xi’an, Hangzhou e Shanghai.
Beatrice Sampò, una delle studenti partecipanti, racconta così la sua esperienza, che le ha consentito di vedere la Cina coi propri occhi e potere meglio comprendere il paese attraverso un’esperienza diretta: "ho trovato Pechino una città splendida, dove storia e innovazione si uniscono dando vita a un luogo stimolante e divertente. Molto spesso per le strade venivamo fermati da passanti cinesi che fremevano per farsi delle foto con noi ed erano a loro volta interessati a conoscere la nostra cultura. Inoltre, non è mancata l'occasione di provare il cibo tipico, prima fra tutti l'anatra pechinese, che abbiamo riscoperto con nuovi e gustosi abbinamenti fra cui la gelatina di fragola e una sorta di crespella sottile e leggera (una vera e propria libidine!).”
La presenza di elementi in apparente contrasto, legati agli aspetti più antichi della cultura così come a una nuova società tecnologicamente molto avanzata colpiscono sempre molto chi si reca in Cina: “…ci siamo spostati a Chongqing con il treno ad alta velocità, che non è minimamente paragonabile ai treni italiani: massima puntualità, controlli alla stazione, pasti serviti a bordo del treno, ci è sembrato quasi di essere su un aereo. […]. Forse proprio questo aspetto è stato ciò che più mi ha colpita di Chongqing […] le luci dei grattacieli, la performance dei droni e molto altro, trasmettono la modernità e l'avanguardia di questa città; una delle guide che ci ha accompagnati allo spettacolo dei droni mi ha raccontato che il comune di Chongqing spende 9.000 euro per ogni performance settimanale, che avviene tramite l'AI. Durante questa conversazione, la guida si è commossa nel raccontarmi quanto la sua città natale fosse cambiata nel tempo rispetto a quando era bambino e mi ha trasmesso tutto il suo orgoglio e la sua voglia di farla conoscere a noi turisti. A Chongqing abbiamo anche avuto modo di provare l'hot pot, che è nato proprio in questa città, anche se ci ha lasciati un po' traumatizzate per l'eccessiva piccantezza. Ancora, durante il weekend, siamo stati accompagnati al complesso dei tempi rupestri di Dazu, che sono sculture e incisioni legati alla religione buddhista e al culto di Buddha, praticate direttamente nella roccia.”
La Winter School è un'esperienza che consente a coloro che studiano la lingua e la cultura di un paese straniero di fare un’esperienza diretta, al di là dei testi accademici e delle lezioni universitarie: “studiare la lingua e la cultura cinese in Italia è una cosa, ma poterla vivere e vedere con i propri occhi mi rende ancora più curiosa e determinata nell'imparare questa lingua e conoscere più profondamente questa complessa civiltà. Sono estremamente grata per questa opportunità e spero che in futuro avremo di nuovo modo di vivere un'esperienza così stimolante!”