Le tavole didattiche sono un tesoro nascosto del nostro ateneo
La trasmissione dei saperi attraverso le tavole didattiche
Oggi la didattica grazie alle moderne tecnologie può avvalersi di molti supporti che permettono agli studenti di avere una migliore comprensione dei contenuti delle lezioni. Chi ha già i capelli bianchi sicuramente ricorda che in gioventù ha seguito le spiegazioni accompagnate dalla proiezione di diapositive e dall’utilizzo di lucidi che venivano proiettati su lavagne luminose. Ancora prima erano in uso i proiettori di filmine e gli episcopi, proiettori che permettevano di utilizzare immagini direttamente da un supporto opaco, come ad esempio un libro. Ma prima di tutto ciò?
Nel diciannovesimo secolo furono introdotte con la funzione di supporto alla didattica le tavole parietali: comparvero dapprima di dimensioni ridotte in Germania e poi poco per volta vennero realizzate di dimensioni sempre maggiori. Come ebbe a dire il botanico Arnold Dodel-Port nel 1883 «un mezzo visivo artistico può rimpiazzare la natura (...) nell’insegnamento scolastico e nella lezione universitaria».
Diversi atenei e istituzioni conservano preziose raccolte di tavole di ambito botanico, zoologico, anatomico, ecc. Fino agli anni Settanta del secolo scorso questi supporti didattici sono stati utilizzati in diverse realtà; l’avvento delle diapositive ha fatto sì che le tavole parietali venissero dimenticate nelle grandi cassettiere o relegate in polverose soffitte e umidi scantinati.
L’ateneo torinese possiede numerose collezioni di tavole di ambito medico realizzate fra la seconda metà dell’800 e la prima metà del ‘900. Alcuni disegni sono appena abbozzati, ma nella maggior parte dei casi si tratta di opere molto curate nei dettagli tanto da rendere il risultato particolarmente realistico. Rappresentano, in base alle conoscenze del tempo, tessuti animali e vegetali, organi, apparati, strumenti, grafici e sono per la maggior parte tratti da testi autorevoli del tempo o talvolta realizzati dagli scienziati a seguito delle loro osservazioni, che tradotte in immagini, spesso tra Scienza e Arte, nel tempo hanno affascinato esponenti di diverse correnti artistiche.
Le tavole didattiche e la ricerca della Città della Scienza
Le tavole presenti ad oggi nei nostri istituti sono più di mille e riguardano l’anatomia umana e veterinaria, la botanica farmaceutica e la farmacognosia vegetale, la fisiologia e la patologia.
Alcune appartengono al periodo della nascita della Città della Scienza (1886-1896) e raffigurano i progressi della ricerca torinese nel clima positivista del periodo che, con l’implementazione dell’uso del microscopio e con lo studio basato sulla sperimentazione, rendono Torino uno dei centri europei all’avanguardia in ambito medico.
Tra le molte tavole, affascinanti e preziose per i metodi di rappresentazione e i colori utilizzati alcune riguardano gli studi di Giulio Bizzozero, padre della patologia moderna e mentore nel campo dell’igiene e della prevenzione, che nel 1881 a Torino, scopre il terzo elemento corpuscolato del sangue, le piastrine, e ne comprende il ruolo nella coagulazione e nella trombosi. Molte sue osservazioni analizzate con il microscopio Hartnack (ancora visibile nell’Istituto storico di Patologia), acquistato da lui nel 1878 a Parigi per 1677 lire, cifra considerevole per l’epoca, aprono a nuove conoscenze in ambito istologico e patologico.
Il suo successore, Benedetto Morpurgo, raccoglie l’eredità del maestro e prosegue le ricerche soprattutto nell’ambito dei tumori presso l’Ospedale San Giovanni di Torino e nell’ambito delle malattie infettive, occupandosi di politiche di salute pubblica in particolare per la popolazione indigente.
Tra le tavole di Fisiologia sono presenti i numerosi studi del fisiologo Angelo Mosso che pone le basi dello studio della fatica muscolare e dell’adattamento dell’organismo in quota grazie alla sua frenetica e ingegnosa attività sperimentale.
Nell’ambito della Botanica Farmaceutica le tavole di inizio ‘900 illustrano gli studi di Piero Giacosa e collaboratori sulle piante e sulle loro proprietà farmacologiche per controllare il dolore e migliorare il benessere collettivo.
Le tavole di Anatomia umana e veterinaria raccontano invece i progressi di conoscenza e rappresentazione degli apparati, dalle prime osservazioni con l’aiuto del microscopio per rilevare aspetti non visibili all’occhio umano fino alle tavole disegnate da Angelo Boglione che sul finire degli anni ’50 realizzerà programmi per la tv dei ragazzi quali I racconti del naturalista (RAI dal 1959).
Dove e quando vederle: ART IN MED
“ART IN MED - L’Arte nella divulgazione delle Scienze Mediche è un progetto di public engagement finanziato dall’Università di Torino che si propone di preservare, valorizzare e divulgare questo patrimonio storico scientifico al largo pubblico.
ART IN MED è promotore di numerose iniziative durante tutto il 2025. Per informazioni sulle prossime attività è possibile consultare il programma.