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Uganda, in mostra oltre 40 anni di ricerca etnografica italiana

Un diario fotografico sul lavoro di ricerca e collaborazione tra l’Ateneo di Torino e la Makerere University, che esplora temi come identità, migrazione e patrimonio culturale nella regione dei Grandi Laghi
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Lavoratori al Kisekka Market di Kampala
Workers in Kisekka Market, Kampala, Uganda, 2015, photo by Anna Baral and Christian Crudo

Quarantasei anni di Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale celebrati da una mostra fotografica alla Makerere University di Kampala, in Uganda. Il 16 maggio è stata inaugurata Connecting Cultures: The Italian Ethnological Mission in the Great Lakes Region, il racconto per immagini di una collaborazione pluridecennale tra l’Università di TorinoMakerere University.

L’esposizione è ospitata nei locali del College of Humanities and Social Sciences e costituisce una sorta di diario del lavoro di ricerca dell’Ateneo torinese nell’Africa Equatoriale, dal 1979 a oggi, esplorando temi come identità, migrazione e patrimonio culturale nella regione dei Grandi Laghi africani. 

La Missione Etnologica Italiana è stata fondata con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri nel 1979 da Francesco Remotti (professore emerito dell’Università di Torino). L’impegno è stato portato avanti successivamente dalla prof.ssa Cecilia Pennacini (docente di Scienze demoetnoantropologiche, UniTo) e attualmente la direzione è affidata al prof. Alessandro Gusman (docente di Antropologia culturale, UniTo). Finanziata dal Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e sostenuta dal programma Erasmus+, la Missione si è soffermata negli anni su vari temi quali l'integrazione dei rifugiati, le conoscenze tradizionali, la storia orale e la continuità culturale.

Intervista della Missione Etnografica Italiana
Cecilia Pennacini, Cristina Natta Soleri and Stanley Baluku interview Bwambale Daudi Isebani, Ibanda, Uganda, 2005
Venditori di pesce essiccato
Dried fish vendors, Maliba, Uganda, 2009, photo by Sara Gardoncini
Lavori su una batteria
James, battery repairer at Doctor Battery's workshop in Layibi, Gulu City, Uganda, 2024, photo by Amarilli Varesio
Negozio a Kampala
Ssenga Busingye stand, Kampala, Uganda, 2014, photo by Anna Baral and Christian Crudo
Attori alla Bunyoro Foundation
Bunyoro Foundation Actors Group, Hoima, Uganda, 2009, photo by Linda Cimardi
Rifugiati a Gulu
Refugees in a dismissed refugee camp, Gulu, Uganda, 2009, photo by Sara Gardoncini
Campo rifugiati
Refugee Abode, Bidibidi Settlement Zone 3, Yumbe District, Uganda, 2019, photo by Gilberto Borri
Donna fotografata in Uganda
Kasengejje, tumb of kabaka Kamanya, Nnalongo Muramuza Mindi, Uganda, 2012, photo by Cecilia Pennacini
Piccolo villaggio nel Congo
Small village close to Mutanga, Mitumba moutains, Zaire (present Democratic Republic of Congo), 1983, photo by Francesco Remotti

Inizialmente, le ricerche si sono concentrate nell'attuale Repubblica Democratica del Congo (all’epoca  Zaire), in particolare sulla comunità Banande (o Wanande), una società di coltivatori bantu del Nord Kivu. In seguito, il campo di ricerca si è spostato prima in Burundi e poi in Camerun e Uganda, affrontando temi come la parentela, la memoria collettiva, le dinamiche di potere, la religiosità, la musica e la danza, integrando approcci storici, linguistici e antropologici. 

A partire dal 2004, la Missione si è focalizzata sull'Africa dei Grandi Laghi e sull'Uganda, dove opera da vent'anni con un approccio partecipativo e collaborativo con le comunità studiate. Le tematiche affrontate includono la memoria dei conflitti, i processi di riconciliazione, le trasformazioni sociali e culturali, la salute e la medicina tradizionale, le pratiche rituali e religiose. 

Il progetto di ricerca attualmente in corso è Mobility, Migrations and Refugees in East Africa: The Case of Uganda (2020-2025). Tra i principali temi di ricerca, sviluppati in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia e Antropologia della Makerere University (Uganda), troviamo la mobilità umana nelle regioni dell'Africa orientale, le sue dinamiche e le soluzioni adottate dai paesi coinvolti. Nello specifico, sono state identificate due aree di indagine sul territorio ugandese: da un lato, gli insediamenti di rifugiati nella regione del West Nile; dall'altro, il fenomeno dei rifugiati urbani, la maggior parte dei quali risiede nella capitale Kampala.

Ragazza porta patate in Uganda
Girl carrying potatoes, Ibanda, Uganda, 2006, photo by Craig Richards, courtesy of Centro Documentazione Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino.
Medium al sacro albero in Uganda
The medium Cecilia Nyakahima at the sacred tree, Mubende Hill, Uganda, 2006, photo by Craig Richards; courtesy of Centro Documentazione Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino
Immagine in Uganda
Ngobi Willson and his wife Thugena Jennifer, Ibanda, Uganda, 2006, photo by Craig Richards; courtesy of Centro Documentazione Museo Nazionale della Montagna - CAI Torino
Salamon filma donne in Congo
Silvia Salamon filming peasant women in the Lukanga, Butembo, Zaire (present Democratic Republic of Congo), 1990, photo by Cecilia Pennacini
Immagine in Congo
Firing clay, Magheria, Butembo, Zaire (present Democratic Republic of Congo), 1990, photo by Silvia Salamon

La ricostruzione storica e fotografica della Missione mostra come si sia evoluta nel tempo una realtà di ricerca, che ha contribuito in modo significativo alla conoscenza delle società africane. La prof.ssa Cecilia Pennacini sottolinea “l'importanza fondamentale della cooperazione con le istituzioni e i ricercatori africani, un principio che trova espressione anche nel nuovo progetto lanciato dalla Missione grazie al sostegno dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), denominato Strengthening African Italian Museum Partnerships (SAIMP)”.  Quattro musei nazionali africani collaboreranno con alcuni musei italiani che conservano ampie collezioni africane nello sviluppo di una piattaforma dedicata allo studio e alla valorizzazione di questo immenso patrimonio museale. 

All’inaugurazione della mostra è intervenuto, tra gli altri, l'ambasciatore italiano in Uganda Mauro Massoni, che ha definito la partnership tra l’Università di Torino e la Makerere University un modello per la cooperazione internazionale: “Questa mostra offre molto più che delle semplici immagini, racconta la storia di una cooperazione durevole tra i nostri due Paesi, in termini accademici, culturali e umani. Un esempio di ciò che è possibile raggiungere quando le varie discipline collaborano trasversalmente, andando oltre confini e continenti”. 

La mostra rimarrà aperta a Kampala fino a fine giugno.