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Al Festival Mirabilia di Cuneo Don Chisciotte diventa AI grazie a StudiumLab

Quattro progetti dell’Università di Torino animano UTPlay, tra installazioni, teatro, musica e ricerca. Al centro, un Don Chisciotte che dialoga con il pubblico grazie all'intelligenza artificiale
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Un momento del festival Mirabilia
Un momento del festival Mirabilia

La ventesima edizione del Mirabilia International Circus & Performing Arts Festival, che si svolgerà a Cuneo dal 2 al 6 settembre, anticipata da iniziative Off in tutta la provincia di Cuneo a partire dal 2 luglio, vede impegnate 61 compagnie provenienti da tutto il mondo: Portogallo, Spagna, Regno Unito, Germania, Cile, Francia, Belgio, Svizzera e Danimarca. Il programma comprende 170 repliche in 9 città e 50 sedi, con 4 prime assolute, 8 prime nazionali e 16 debutti regionali.

Quattro iniziative sono curate da StudiUmLab, coordinato da Maurizio Consolandi insieme a docenti e ricercatori del Dipartimento di Studi Umanistici, e costituiscono il pacchetto di eventi UTPlay: Università di Torino Performance & Digital Playground.

Il titolo del festival 2026 riprende due celebri versi pubblicati da Antonio Machado nel 1912: “caminante, no hay camino / se hace camino al andar”. Il passo diventa una dichiarazione poetica e civile: il cammino non è già tracciato, ma si costruisce camminando, attraverso relazioni, attraversamenti, responsabilità condivise e nuovi orizzonti culturali.

L’area di riferimento resta quella già sperimentata nella precedente edizione, con la vasta tettoia mercatale di Piazza Virginio. Nel 2026 questo spazio sarà condiviso con altri eventi del Festival, ai quali l’Università contribuirà anche attraverso il supporto tecnologico e il prestito di attrezzature audio e luci, rafforzando il ruolo di StudiUmLab come infrastruttura di ricerca, didattica, produzione e mediazione tecnica per lo spettacolo dal vivo.

Il verso di Antonio Machado che dà il tema all’edizione 2026 non è una semplice cornice, ma una possibile chiave di lettura del modo di fare ricerca di StudiUmLab. I quattro progetti riuniti in UTPlay non si limitano a esporre risultati conclusi: propongono percorsi che si compiono nell’atto stesso di essere attraversati. La ricerca umanistica non vi appare come sapere già tracciato, ma come cammino che prende forma camminando, nell’incontro tra docenti, tecnici, studenti, artisti e pubblico.

Tra questi percorsi, l’installazione “Don Chisciotte e l’IA: chi sogna i giganti?”, a cura di Maurizio Consolandi e Iole Scamuzzi, porta la metafora del cammino al suo grado più letterale. Don Chisciotte è il camminante per eccellenza, colui che avanza per strade non tracciate inseguendo una realtà che forse abita solo la sua immaginazione. L’intelligenza artificiale che gli dà voce ne ripete il gesto, generando le proprie risposte nell’istante, invece di recuperarle già scritte. Come il cammino di Machado non esiste prima di chi lo percorre, così la risposta dell’avatar non esiste prima della domanda che la chiama. È in questo procedere senza traccia che l’opera apre il proprio interrogativo: coscienza che cammina o imitazione che simula il passo?

L’installazione sarà accompagnata da una mostra interattiva nella quale saranno presentati il contesto di nascita del romanzo di Cervantes, pubblicato nel 1605, le riscritture musicali italiane e internazionali di cui il Cavaliere errante è stato protagonista, e una suggestione grafica pensata per aiutare il pubblico a immedesimarsi nel personaggio.

Tra i temi principali dell’edizione 2026 emerge il rapporto tra immaginazione, tecnologia e costruzione del futuro. Al centro del programma vi è l’incontro “Da Don Chisciotte all’Intelligenza Artificiale”, un dialogo internazionale dedicato alle continue riscritture del capolavoro di Cervantes e alla capacità delle diverse epoche di reinventare i propri miti. Il confronto, tra letteratura, musica, arti performative e nuovi strumenti digitali, vedrà la partecipazione di Stefania Di Carlo, esperta nelle riscritture italiane del Don Chisciotte in teatro; María Fernández Ferreiro, direttrice del gruppo di ricerca GREC (Grupo de Estudios Cervantinos) dell’Università di Oviedo e già coordinatrice della rete Q.Theatre. Theatrical Recreations of Don Quixote in Europe; e Iole Scamuzzi, studiosa del Don Chisciotte nella musica e nel melodramma.

Completano l’offerta di StudiUmLab: La rivoluzione a 33 giri, installazione/mostra a cura del prof. Jacopo Tomatis; Il matrimonio di Witold Gombrowicz, spettacolo teatrale diretto dal prof. Leonardo Mancini, con il gruppo di teatro universitario di Torino Tan Tan Teatro; beuysbeuysbeuys, live performance dedicata all’artista Joseph Beuys, a cura del dott. Stefano Martelli.