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Rapporto AlmaLaurea 2026. Cresce la regolarità negli studi e migliora l’occupazione dei laureati UniTo

Meno dispersione, più internazionalizzazione e migliori prospettive occupazionali: a 5 anni dalla laurea lavora il 94,9% dei laureati dell’Università di Torino
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Studenti al Campus Luigi Einaudi

È stato presentato oggi, giovedì 11 giugno presso la sede di Matera dell’Università degli Studi della Basilicata, il Rapporto AlmaLaurea 2026 su Laurea e Occupazione. Curato da AlmaLaurea, Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994, il XXVIII rapporto ha indagato gli esiti occupazionali a conclusione del percorso di laurea e le caratteristiche dei laureati relativamente a 81 Atenei italiani.

L’indagine sugli esiti occupazionali ha riguardato complessivamente 27.170 laureati dell’Università di Torino. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2024, intervistati a un anno dal titolo, e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2020, intervistati dopo cinque anni.

Mentre l’indagine sul percorso di laurea ha coinvolto 15.166 laureati dell’Università di Torino, dato in aumento rispetto ai 14.751 del precedente rapporto (+2,8%). Si tratta di 8.801 di primo livello, 4.912 magistrali biennali e 1.453 a ciclo unico. 

Regolarità degli studi in crescita: unito sopra la media nazionale 

Il rapporto evidenzia l’efficacia dell’impegno dell’Università di Torino nell’orientamento e nel tutoraggio che si confermano azioni essenziali per accompagnare studentesse e studenti nella scelta e durante il percorso di studi limitando dispersione e abbandono. Il 60,7% dei laureati termina infatti l’università in corso, dato in crescita rispetto al 58,6% del 2025, e superiore alla media nazionale (60,4%). L’età media alla laurea si conferma a 25,6 anni, in linea con il dato nazionale. 

Occupazione laureati di secondo livello: unito sopra la media nazionale

Per i laureati di secondo livello a un anno dalla laurea, l’Università di Torino registra un tasso di occupazione dell’81%, superiore sia rispetto al dato del Rapporto 2025 (80%) che rispetto alla media nazionale (80,8%). Positivo anche il dato dei laureati magistrali a ciclo unico, che raggiungono l’87,1% di occupazione

A 5 anni dalla laurea: unito raggiunge il 94,9% di occupazione

Il risultato più significativo del Rapporto 2026 riguarda il tasso di occupazione a cinque anni: i laureati di secondo livello raggiungono il 94,9% di occupazione, dato in netto miglioramento rispetto al 90,8% del Rapporto 2025 e superiore alla media nazionale del 94,4%. Migliora anche la retribuzione mensile che sale in media a 1.895 euro netti, in crescita rispetto agli 1.824 euro del Rapporto 2025.

Alta soddisfazione per l’esperienza universitaria

L’86,6% dei laureati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel suo complesso. L’86,5% è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l’81,6% esprime soddisfazione per le attività didattiche svolte..

Internazionalizzazione in crescita

Il rapporto evidenzia anche il rafforzamento della dimensione internazionale dei percorsi di studio dell’Ateneo che aumenta la sua capacità attrattiva e favorisce i periodi di studio all’estero per studentesse e studenti iscritti. Il 12,1% dei laureati ha compiuto infatti un’esperienza di studio all’estero riconosciuta dal corso di laurea (Erasmus in primo luogo), dato superiore alla media nazionale che si assesta al 10,2%. Tra i laureati magistrali biennali la quota sale al 15,7% (22,2% includendo le esperienze compiute nel precedente triennio). 

I dati del Rapporto AlmaLaurea 2026 confermano la validità delle strategie che l’Università di Torino porta avanti per accompagnare studentesse e studenti lungo tutto il percorso universitario – dichiara la Rettrice Cristina Prandi – dalla scelta del corso fino all’ingresso nel mondo del lavoro. L’aumento della quota di laureati che conclude gli studi nei tempi previsti, il rafforzamento della dimensione internazionale dei percorsi formativi e gli eccellenti risultati occupazionali, testimoniano l’efficacia delle azioni di orientamento, tutorato e sostegno al diritto allo studio che il nostro Ateneo ha consolidato negli ultimi anni. Questi risultati ci incoraggiano a proseguire nell’impegno per offrire una formazione di qualità, inclusiva e aperta al mondo, capace di valorizzare i talenti di ciascuna persona e di fornire competenze solide e spendibili in un mercato del lavoro in continua evoluzione. Il dato del 94,9% di occupazione a cinque anni dalla laurea rappresenta un segnale particolarmente significativo della capacità dei nostri corsi di preparare laureate e laureati alle sfide professionali del presente e del futuro”.