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In ricordo dello scienziato Robert Birke

Professore del Dipartimento di Informatica, studioso di grande valore e persona di rara umanità, ha unito ricerca accademica ed esperienza industriale, contribuendo in modo decisivo alla crescita del calcolo ad alte prestazioni all’Università
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Robert Birke
Robert Birke

L’Università di Torino ricorda con profondo dolore Robert Birke, professore del Dipartimento di Informatica, scomparso improvvisamente. La sua morte colpisce duramente la comunità universitaria, che perde un ricercatore di valore internazionale e un collega stimato, molto amato dagli studenti; perde soprattutto una persona solare e generosa.

Entrato nel Dipartimento di Informatica nel 2022 e membro del gruppo di ricerca Parallel Computing, Robert aveva alle spalle un percorso scientifico nel quale ricerca accademica e industriale si erano intrecciate fin dall’inizio. Dopo il dottorato in Ingegneria Elettronica e delle Comunicazioni al Politecnico di Torino, aveva lavorato tra il Politecnico e IBM Research Zurich, per poi proseguire la propria attività in Svizzera presso ABB Corporate Research, prima come Senior Scientist e quindi come Principal Scientist.

Negli ultimi cinque anni Robert era diventato uno dei pilastri del gruppo Parallel Computing, contribuendo in maniera decisiva a rafforzarne il profilo scientifico e la rete di collaborazioni internazionali. Era una presenza costante e affidabile, capace di trasformare un’intuizione scientifica in un progetto concreto e di affrontare con la stessa competenza tanto le scelte strategiche di lungo periodo quanto i problemi tecnicamente complessi.

La sua ricerca si collocava all’intersezione tra sistemi di calcolo ad alte prestazioni e intelligenza artificiale. Si occupava, tra gli altri temi, di data center, machine learning, federated learning e architetture RISC-V, confrontando costantemente la ricerca di base con problemi tecnologici concreti e applicazioni di grande attualità.

Robert possedeva una versatilità tecnica non comune. Era capace, come amava dire chi lavorava al suo fianco, di mettere le mani sulle macchine e di comprenderle a ogni livello, dalle saldature sui circuiti ai processi di apprendimento dei modelli di intelligenza artificiale. Questa capacità di attraversare competenze e linguaggi differenti lo rendeva un collaboratore prezioso e, molto spesso, insostituibile. In un mondo scientifico sempre più specializzato, molti ricercatori risuonano su una sola frequenza; Robert sapeva risuonare su tutte.

Ha partecipato in numerosi progetti di ricerca nazionali ed europei. Era responsabile scientifico per l’Università di Torino di DYMAN – Dynamically Managed Self-Cooling HPC Data Centers, prestigioso progetto EIC Pathfinder dedicato a nuove tecnologie per ridurre il consumo energetico dei data center, un settore nel quale Robert era il principale punto di riferimento dell’Ateneo. Era inoltre responsabile del progetto FLaaS – Federated Learning as a Service e partecipava a importanti iniziative europee quali IT4LIA, l’AI Factory italiana, e DARE, dedicata all’ecosistema europeo RISC-V e all’autonomia digitale.

Accanto alla ricerca, Robert dedicava grande attenzione alla formazione. Teneva corsi di calcolo ad alte prestazioni e di data mining ed era membro del Collegio del Dottorato in Modeling and Data Science. Era stato designato presidente del nuovo corso di laurea magistrale in lingua inglese Artificial Intelligence and High Performance Computing Technologies, che prenderà avvio nell’anno accademico 2026-2027 e alla cui progettazione aveva dedicato energie e competenze. Da poche settimane aveva inoltre conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore di prima fascia.

Ma sono soprattutto le sue qualità umane che colleghe e colleghi ricordano oggi con profonda commozione. Robert era aperto al confronto, gentile nei rapporti e capace di sostenere le proprie opinioni con chiarezza e fermezza, sempre nel rispetto degli altri. Serio e rigoroso nel lavoro, sapeva conservare nella vita personale una dimensione giocosa, curiosa e sorprendentemente leggera.

Il gioco era una delle sue grandi passioni. Robert era stato tra i fondatori dell’associazione Aosta Iacta Est, dalla quale è nata giocAosta, la grande festa valdostana del gioco intelligente. Anche quando il lavoro e la ricerca lo avevano portato lontano, aveva continuato a offrire all’associazione tempo, competenze ed entusiasmo. Era un altro modo, profondamente suo, di costruire comunità e di mettere la propria intelligenza al servizio degli altri.

Robert sembrava ricordarci che la vita, anche quando è dedicata alla scienza più rigorosa, non smette mai di essere un gioco. E nessuno dovrebbe essere costretto a lasciare la partita a metà.

La sua improvvisa scomparsa lascia un vuoto profondo nel Dipartimento di Informatica, nel gruppo Parallel Computing e nell’intera Università di Torino: un vuoto scientifico, professionale e soprattutto umano. L’Ateneo si stringe con affetto alla sua famiglia e alle persone a lui care, alle colleghe e ai colleghi, alle studentesse e agli studenti che hanno condiviso con lui questi anni, ricordandone con gratitudine il contributo alla ricerca, alla didattica e alla vita della comunità universitaria.

Per chi desidera lasciare un ricordo, è disponibile il libro delle condoglianze.