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Rinnovato il protocollo tra UniTo e il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica

La collaborazione si rafforza per promuovere prevenzione, formazione e cultura della sicurezza digitale di fronte alle nuove sfide del cyberspazio
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accordo unito polizia
firma dell'accordo con (da sx.) A.Saccà, C.Prandi, M.Gambino, A.Esposito

È stato rinnovato oggi, martedì 26 maggio, presso la Questura di Torino il Protocollo d’Intesa tra il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Piemonte e Valle d’Aosta e l’Università di Torino, finalizzato alla prevenzione e il contrasto dei crimini informatici.

L’accordo rafforza una collaborazione ormai consolidata tra le due istituzioni volta alla protezione delle infrastrutture critiche presenti sul territorio, attuando una strategia avanzata di condivisione informativa dell’expertise tecnico necessario alla prevenzione e alla mitigazione delle minacce cyber.

La firma, avvenuta alla presenza del Sig. Questore di Torino dott. Massimo Gambino, del Dirigente del COSC Piemonte e Valle D’Aosta, Dott.ssa Assunta Esposito, della Rettrice dell’Università Prof.ssa Cristina Prandi e del Dirigente della Direzione Sistemi informativi, Portale, E-learning dell’Università Ing. Angelo Saccà, conferma la volontà di proseguire un percorso condiviso che negli anni ha prodotto modelli operativi efficaci e nuove opportunità di collaborazione.

L’intesa consentirà di sviluppare ulteriormente le attività di analisi e prevenzione, con l’obiettivo di innalzare gli standard di sicurezza cibernetica e rafforzare la capacità di risposta rispetto a minacce sempre più evolute. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla diffusione della cultura della sicurezza digitale e alla consapevolezza dei rischi legati ai comportamenti umani nell’utilizzo degli strumenti informatici.

La condivisione strutturata delle informazioni sugli eventi cyber più rilevanti continuerà a rappresentare un elemento centrale per affrontare tempestivamente eventuali situazioni di emergenza e migliorare l’efficacia delle azioni di contrasto.

Tra gli aspetti qualificanti dell’accordo rientra anche il potenziamento delle attività formative congiunte. Specialisti della Polizia Postale e dell’Università di Torino prenderanno parte a momenti di confronto dedicati alle vulnerabilità informatiche, alle nuove metodologie di protezione e agli scenari emergenti della cybersecurity. Un lavoro condiviso che contribuirà ad accrescere resilienza, capacità operative e innovazione, valorizzando anche le attività di ricerca dell’Ateneo sui temi della trasformazione digitale e dell’evoluzione delle minacce informatiche.

L’Università di Torino, fondata nel 1404, è uno dei più antichi atenei d’Italia e vanta una lunga tradizione di eccellenza nella formazione e nella ricerca. L’Ateneo promuove l’innovazione, la collaborazione con enti nazionali e internazionali e lo sviluppo di nuovi strumenti e metodologie. Con i suoi dipartimenti e centri di ricerca, contribuisce in maniera significativa alla crescita culturale, scientifica ed economica del Paese. La molteplicità di utenti, servizi e interlocutori con cui l’Università interagisce quotidianamente (studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, ricercatori e mondo delle imprese) rende particolarmente sfidante il contesto legato alla trasformazione digitale e alla sicurezza informatica. In questo scenario, accrescere la cultura della sicurezza digitale significa non solo proteggere infrastrutture, dati e servizi dell’Ateneo, ma anche diffondere consapevolezza e buone pratiche oltre il perimetro strettamente universitario, coinvolgendo indirettamente anche le famiglie degli studenti, la comunità di riferimento.

Il Centro Operativo Sicurezza Cibernetica Polizia Postale “Piemonte e Valle d’Aosta” è presidio territoriale nella protezione delle infrastrutture critiche informatiche, attività svolta a livello centrale dal C.N.A.I.P.I.C. (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica della Polizia di Stato, struttura che garantisce un’efficace azione di raccordo operativo con gli uffici territoriali. Inoltre, con una sala operativa disponibile h24, è il punto di contatto anche a livello internazionale per la gestione degli eventi critici.

La Rettrice dell’Università di Torino, prof.ssa Cristina Prandi, ha sottolineato come il rinnovo del protocollo rappresenti un passaggio strategico per consolidare il lavoro dell’Ateneo sui temi della sicurezza informatica e della formazione avanzata. In un contesto in cui le minacce digitali evolvono rapidamente, la collaborazione con la Polizia Postale permette infatti di rafforzare non solo le attività di ricerca e prevenzione, ma anche la diffusione di una maggiore cultura della cybersicurezza all’interno della comunità universitaria. L’obiettivo, ha evidenziato la Rettrice, è promuovere competenze sempre più aggiornate e creare un dialogo costante tra istituzioni, ricerca e realtà operative, così da sviluppare strumenti capaci di anticipare le sfide emergenti e accompagnare l’innovazione tecnologica.

Anche la dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Piemonte e Valle d’Aosta, dott.ssa Assunta Esposito, ha evidenziato il valore della collaborazione con l’Università di Torino, definendola un elemento fondamentale per costruire un approccio proattivo al contrasto dei crimini informatici. La cybersicurezza, ha osservato, è oggi un tema centrale per la tutela della collettività e richiede un confronto continuo con il mondo della ricerca accademica, soprattutto di fronte ai cambiamenti introdotti dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale. Il protocollo rinnova così una relazione ormai consolidata, orientata allo sviluppo di strategie sempre più efficaci per affrontare gli scenari del cyberspazio contemporaneo.

Per Angelo Saccà, dirigente della Direzione Sistemi Informativi, Portale ed E-learning dell’Ateneo, l’accordo rafforza il ruolo dell’Università nella costruzione di una cultura digitale più consapevole e resiliente. La collaborazione con la Polizia Postale, ha spiegato, consente di affrontare la complessità del contesto universitario attraverso un approccio multidisciplinare, capace di integrare competenze, strumenti e pratiche diverse. In uno scenario tecnologico in continua trasformazione, la priorità resta quella di migliorare costantemente la sicurezza dell’ecosistema digitale universitario, prevenendo i rischi emergenti e tutelando l’intera comunità accademica.