Per sempre lassù: David Foster Wallace, il genio, il tormento, la vertigine di una vita in bilico
Mercoledì 10 settembre, nell'Aula Magna del Rettorato (via Po 17, Torino), si terrà "Per sempre lassù: David Foster Wallace, il genio, il tormento, la vertigine di una vita in bilico", il convegno che, attraverso interventi multidisciplinari (linguistica e psichiatria) si propone di esplorare alcuni dei temi dell'opera di David Foster Wallace, nella cornice della Giornata Mondiale della Prevenzione del Suicidio.
Autore di "culto" per una larga fascia di lettori, noto per la capacità di rappresentare la sofferenza mentale e segnato egli stesso da una storia di disturbo mentale esitato in suicidio, David Foster Wallace è stato un uomo di molteplici talenti. La sua vita fu segnata da numerose false partenze, dall'illusione di emergere come promessa del tennis, al desiderio di intraprendere una carriera come filosofo sulle orme del padre, progetto interrotto in seguito a un primo scompenso psicotico. Foster Wallace è poi riuscito a imprimere alla sua vita una svolta Il punto di approdo fu la sperimentazione letteraria, che gli valse da subito una grande popolarità, il rispetto della critica internazionale, e l'attribuzione di una MacArthur Fellowship.
La sua creatività e la capacità di sperimentazione linguistica gli garantiscono ancora oggi una posizione di rilievo nel panorama della letteratura contemporanea Il suo "realismo isterico", segnato dall'esuberanza e da un'ironia che sfiora il sarcasmo amaro, trasuda l'esperienza della sofferenza mentale, che sperimentò in tutte le sue declinazioni, senza mascherarla sotto una patina di romanticismo. La fine tragica, e inattesa, non deve trarre in inganno riguardo al senso ultimo dell'opera dello scrittore, che non intendeva rappresentare la sofferenza mentale in quanto tale, ma come parte dell'orizzonte dell'esperienza umana.