Torino scopre la sua biodiversità: oltre mille specie censite grazie ai cittadini
Fotografare una pianta, osservare un insetto o riconoscere il canto di un uccello può diventare un contributo concreto alla ricerca scientifica. È quanto accaduto a Torino durante la City Nature Challenge 2025, il più grande evento internazionale dedicato alla biodiversità urbana.
La prima edizione torinese dell'iniziativa, coordinata dal Museo Regionale di Scienze Naturali del Piemonte con la collaborazione di ricercatrici, ricercatori e docenti dell’Università di Torino, ha coinvolto 123 cittadine e cittadini che, in soli quattro giorni, hanno raccolto 4.085 osservazioni attraverso la piattaforma iNaturalist. Il risultato: 1.086 taxa documentati, di cui 377 specie mai registrate prima nell'area urbana di Torino sul database della piattaforma.
I dati dell'esperienza sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Urban Ecosystems, confermando il valore della partecipazione dei cittadini nella ricerca sulla biodiversità. L'evento si è svolto principalmente nei parchi del Valentino e Colonnetti, dove 36 esperti hanno guidato 21 attività dedicate all'osservazione di piante, insetti, uccelli e altri organismi.
Tra le osservazioni raccolte figurano specie di interesse conservazionistico, numerose specie esotiche e alcune segnalazioni particolarmente rilevanti, tra cui la prima registrazione mondiale su iNaturalist del coleottero Agathidium laevigatum. Nel complesso, la City Nature Challenge ha aumentato del 20,8% il numero di specie documentate per l'area urbana torinese sulla piattaforma.
L'iniziativa dimostra come la scienza partecipata possa contribuire in modo significativo alla conoscenza degli ecosistemi urbani. I questionari compilati dai partecipanti evidenziano un elevato livello di soddisfazione, soprattutto per il confronto con gli esperti, il carattere educativo dell'esperienza e la possibilità di contribuire direttamente alla ricerca scientifica.
Lo studio ha inoltre analizzato le edizioni italiane della City Nature Challenge, mostrando come i musei di storia naturale svolgano un ruolo importante nel coinvolgere il pubblico e nella raccolta di dati di qualità.
«I musei di storia naturale non sono solo custodi di collezioni: sono catalizzatori capaci di connettere esperti, città e comunità in un'esplorazione condivisa della biodiversità urbana», spiegano Roberto Costantino, Sara Scapinello e Loredana Macaluso del Museo Regionale di Scienze Naturali.
Dopo il successo dell'edizione 2025, anche la City Nature Challenge 2026 ha registrato una forte partecipazione. I dati raccolti sono attualmente in fase di analisi e i risultati preliminari saranno presentati durante un evento dedicato presso il Museo Regionale di Scienze Naturali.