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Chomet torna al cinema con Bollani: l’AI può aiutare l’animazione tradizionale?

Il regista francese candidato premio Oscar racconta il suo nuovo film dedicato a Marcel Pagnol con le musiche del pianista italiano
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Sylvain Chomet è uno degli autori di cinema d’animazione più acclamato degli ultimi vent’anni. Candidato al Premio Oscar con il suo cortometraggio La vieille dame et les pigeons nel 1998, qualche anno più tardi esordisce nel lungometraggio con un film diventato una pietra miliare come Appuntamento a Belville (2003), vincitore del Premio Lumière, doppiamente candidato agli Oscar come Miglior film d’animazione e migliore colonna sonora e ai Bafta come Miglior film straniero, cui fa seguito un altro capolavoro, L’illusionista (2010), celebre per i riferimenti al cinema di Tati e Fellini. 

Da sempre innamorato del cinema e della sua storia, Chomet è autore di un’animazione senza tempo in cui il tema della memoria ha un posto centrale. I suoi film, noti per l’assenza quasi totale di dialoghi e per la forte presenza della musica, evocano un’atmosfera malinconica e ironica in cui si muovono figure bizzarre e cariche di umanità. Gesti, movimenti, suoni, sguardi riportano lo spettatore alle radici del cinema, ripensato e rivisto con una sensibilità moderna e un romanticismo del tutto personale.

A Torino per presentare al Sotto18+ Film Festival il suo nuovo lungometraggio, Marcel et Monsieur Pagnol dedicato alla figura del romanziere, drammaturgo e padre del cinema sonoro francese Marcel Pagnol, ha tenuto una masterclass per gli studenti universitari. Si tratta del suo primo film non disegnato su carta ma con l'ausilio della tecnologia digitale. 

Otto lo ha incontrato in attesa della presentazione ufficiale del film, sabato 13 dicembre alle ore 20.30 al Cinema Massimo con Stefano Bollani, autore delle musiche originali del film e Giaime Alonge, docente di cinema del Dipartimento di Studi Umanistici.