L'hip hop è arrivato in Ateneo
I primi block party si svilupparono nel Bronx di New York negli anni 70. Feste di quartiere che prendevano vita fra le strade divenendo crocevia della cultura underground: writers, b-boy e rapper si incontravano per condividere quegli spazi e un sentire comune. Nacque così l'hip hop, che in Italia arrivò un decennio dopo, incidendo profondamente sulla cultura giovanile.
La scena italiana – una rete intergenerazionale di breaker, rapper, DJ, writer e attivisti hip hop dislocata fra piccoli e grandi centri - ha sperimentato idee e pratiche dal basso che hanno rivoluzionato non solo il mondo delle arti e dello spettacolo, ma anche i processi sociali e identitari del nostro Paese.
Questo concentrato di cultura underground è stato celebrato, al termine del convegno Hip Hop: la scena Italiana Cinema, moda, musica e artivismo, nella Biblioteca Storica d'Ateneo Arturo Graf con un vero e proprio block party. Presenti gli artisti che negli anni 80 hanno assistito all'arrivo di quella cultura nel Torinese e che ancora oggi si incontrano periodicamente per “breakkare” sotto ai portici del Teatro Regio.
Alla consolle Dj Double S, collezionista, turntablist e “mixtape king”, nella sua carriera trentennale Double S ha condiviso il palco con i grandi della scena italiana e statunitense, lasciando il proprio scratch in molti brani storici del rap italiano. Ad aprire il cerchio gli showcase di Fiamma Rocka, b-girl, insegnante e giudice internazionale di breaking, insieme a b-boy Angelino e i Fightin’ Soul, storica crew di breaking torinese che a cavallo degli anni Duemila ha impresso un marchio indelebile nella scena di street dance italiana e europea.