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Ci dobbiamo preoccupare dell'asteroide 2024 YR4?

Le probabilità che l'orbita della Terra incroci quella di 2024 YR4 nel 2032 si aggira intorno al 2% ma i calcoli ancora sono molto complicati. Ce ne parla l'astrofisico Davide Gandolfi
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Asteroide

È stato avvistato per la prima volta il 27 dicembre scorso 2024 YR4, piccolo asteroide del Sistema Solare. La sua orbita è diventata oggetto di interesse delle principali agenzie spaziali perché esiste una piccola probabilità che questa incroci quella della Terra nel 2032. Un’eventuale collisione con il nostro pianeta avrebbe, ovviamente, delle gravi conseguenze. Ma ha davvero senso preoccuparci? Insieme a Davide Gandolfi, astrofisico del Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino proviamo a chiarire alcuni punti.

Innanzitutto di cosa stiamo parlando? Quali sono le caratteristiche di questo corpo celeste ed esiste realmente una possibilità che questo impatti la nostra Terra nel 2032?

Stiamo parlando di un piccolo asteroide le cui dimensioni sono stimate tra i 50 e i 90 metri. Sappiamo che ha un periodo orbitale di quattro anni, cioè impiega quattro anni a compiere una rivoluzione attorno al sole. I suoi parametri orbitali sono al momento noti con grandi incertezze poiché 2024 YR4 è stato scoperto recentemente e, ad oggi 17 febbraio, è stato osservato solamente per poco più di 50 giorni. Quello che gli astronomi fanno è misurare la posizione dell'asteroide in notti diverse e, nota la posizione, ricavare i parametri orbitali: ad esempio, le dimensioni della sua orbita, quanto sia più o meno schiacciata rispetto a una circonferenza, quanto sia inclinata rispetto all'orbita della Terra. Se però lo si osserva per un lasso di tempo breve rispetto al suo periodo orbitale, le incertezze con cui si determinano i parametri orbitali sono molto elevate e questo comporta che non possiamo sapere se impatterà veramente la Terra nel 2032. L'asteroide è attualmente monitorato con i più grandi telescopi al mondo e a marzo verrà studiato dal telescopio spaziale James Webb. In primavera sarà troppo lontano dal nostro pianeta per essere monitorato, ma nel 2028 ripasserà vicino alla Terra, offrendo una nuova finestra temporale in cui riprendere le osservazioni e migliorare le stime dei suoi parametri orbitali. Anche se l'attuale probabilità di impatto è stimata al 2%, le osservazioni future ci daranno nuove indicazioni su quale sia la sua orbita e quindi ci permetteranno di stabilire quale sia il reale rischio. In ogni caso io dormirei sonni tranquilli: attualmente 2024 YR4 non desta alcun pericolo concreto.

Come vengono acquisiti i dati e come si calcola la probabilità che in questi giorni vediamo oscillare tra 1% e 2%?

Si tratta di determinare la posizione dell'asteroide in cielo, quindi vengono acquisite delle immagini ogni notte, o anche più immagini nel corso di una stessa notte, e si misura la posizione dell'asteroide rispetto alle stelle. In questo modo è possibile determinare quale sia la sua traiettoria. È un po' come osservare una macchina che si muove e fotografarla in diversi istanti per misurarne la posizione rispetto ad altri oggetti di riferimento di cui conosciamo le coordinate (le stelle) e quindi stabilire quale sarà il suo tragitto, dove andrà questa macchina. Questo è quello che viene fatto: viene misurata la posizione dell'asteroide rispetto alle stelle in cielo, si determinano i parametri orbitali e poi, una volta noti i parametri orbitali, si può stabilire quale sia l'orbita e verificare se questa interseca veramente o meno l'orbita del nostro pianeta quando questo si trova nel punto di intersezione, ovviamente. Quindi, ripeto, finché non abbiamo abbastanza osservazioni che coprono un lasso temporale sufficientemente lungo non è possibile determinare in modo preciso e accurato i parametri orbitali, quindi attualmente non sappiamo cosa succederà esattamente nel 2032. In passato sono stati scoperti altri asteroidi che inizialmente, sulla base dei primi calcoli, avevano una probabilità non nulla di impattare la Terra. Poi, le osservazioni successive hanno permesso di migliorare la stima dei parametri orbitali e di stabilire che in realtà non rappresentavano un pericolo per il nostro pianeta.

Quali conseguenze potrebbe avere un eventuale impatto di questo piccolo corpo celeste sulla Terra?

Possiamo fare veramente una stima grossolana di quelli che potrebbero essere gli effetti che avrebbe entrando nell’atmosfera e colpendo la Terra. Dipende tutto dalle sue reali dimensioni e dalla sua composizione chimica. O meglio, dalla sua densità e quindi dalla sua massa. Ad occhio e croce, sulla base della luminosità di questo oggetto, possiamo stimare che le sue dimensioni siano comprese tra 50 e 90 metri. Sappiamo che è un asteroide ricco di silicati perché sono stati presi alcuni spettri, quindi abbiamo più o meno capito quale potrebbe essere la sua composizione e non sembra essere estremamente denso. Se dovesse raggiungere il suolo, molto probabilmente produrrebbe un cratere delle dimensioni di circa un chilometro. Se dovesse arrivare nell'oceano provocherebbe uno tsunami. Però sono comunque dei danni che, pur importanti, non causerebbero estinzioni di massa, inclusa l'estinzione della specie umana.

Sul piano della fantascienza, se un giorno dovesse capitare che davvero un asteroide si avvicini pericolosamente al nostro pianeta esistono dei modi per deviarne la traiettoria?

Sì, esistono. Anzi è già stato testato nel settembre del 2022 dalla missione della NASA DART (Double Asteroid Redirection Test), una sonda che è stata fatta schiantare contro un piccolo asteroide che si chiama Dimorphos e che ruota attorno a un secondo asteroide di dimensioni più grandi che si chiama Didymos. Si tratta di una coppia di asteroidi che orbitano l'uno attorno all'altro in circa dodici ore. La sonda DART è stata lanciata contro Dimorphos per testare quali fossero gli effetti di un impatto di un oggetto lanciato dall'uomo. La sonda aveva una massa di circa 600 chilogrammi e l'impatto ha causato degli effetti migliori di quelli previsti. Il periodo orbitale con cui Dimorphos ruota attorno a Didymos è diminuito di trenta minuti, una quantità di tempo considerevole che dimostra la capacità che abbiamo di modificare effettivamente la traiettoria degli asteroidi. Una nota d'orgoglio per il nostro paese e la nostra città: l'impatto è stato ripreso da LICIACube, un piccolo satellite costruito a Torino per conto dell'Agenzia Spaziale Italiana. LICIACube ha accompagnato la sonda DART durante tutto il suo viaggio dalla Terra all'asteroide Dimorphos ed è stato rilasciato dalla sonda madre dieci giorni prima dell'impatto, permettendo di osservare e studiare gli effetti della collisione.

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