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Nelle viscere del Monte dei Cappuccini un laboratorio svela i segreti delle meteoriti

Già rifugio antiaereo della città di Torino, MeteorLab – completamente ristrutturato – riprende le attività scientifiche e apre per la prima volta le porte al pubblico
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MeteorLab
Il lungo corridoio di MeteorLab

Dove durante la guerra ci si riparava dalle bombe, negli anni Sessanta – tra cunicoli stretti alla base del Monte dei Cappuccini – fu costruito il primo laboratorio sotterraneo d’Italia, specializzato all’epoca in esperimenti di fisica cosmica. Dagli anni Novanta in poi, il sito è stato dedicato allo studio delle meteoriti e in parte al campo della paleoclimatologia. Ora, dopo alcuni anni di chiusura, il laboratorio riprende le attività scientifiche con il nuovo nome MeteorLab, mettendo ancor più l’accento sull’importanza delle “pietre cadute dal cielo”. Le meteoriti conservano, infatti, tracce preziose dell’attività del Sole nel passato.

In occasione della riapertura dello spazio, questo suggestivo laboratorio sotterraneo apre per la prima volta le porte al pubblico. Per visitarlo, si entra da via Maresciallo Gaetano Giardino attraverso una porta che sembra scavata nella roccia. Percorrendo gallerie e curve, che avevano il compito di rompere le onde d’urto delle bombe, si arriva – accompagnati da pannelli espositivi sulla storia e sulle attività del sito – al laboratorio vero e proprio con una guida d’eccezione, la prof.ssa Carla Taricco, responsabile scientifica di MeteorLab. 

Realizzato a 30 metri di profondità, è il luogo ideale per lo studio delle meteoriti. “Per osservarle servono ambienti protetti, al riparo da variazioni di temperatura, luce e contaminazioni esterne”, sottolinea la docente. Curiosità vuole che gli studi siano qui partiti da una meteorite rinvenuta nella zona. Si tratta della cosiddetta “Meteorite Torino”, caduta il 18 maggio 1988 nel parcheggio dell’Aeritalia, ora Thales Alenia. Ma perché le meteoriti sono così affascinanti e importanti da studiare? “Gli asteroidi, da cui le meteoriti provengono, conservano – spiega – memoria della composizione originaria del Sistema solare e ciò li rende fonti di informazioni preziose e uniche sulla sua formazione e sull'origine della vita. Le meteoriti sono, tra l'altro, gli oggetti più antichi che l’uomo può prendere in mano”. 

All’interno del MeteorLab sono presenti strumenti di analisi avanzata che consentono di studiare le meteoriti a livello isotopico e chimico. Grazie a queste tecnologie, il laboratorio è oggi un punto di riferimento internazionale per le ricerche sull’attività solare nel tempo.

MeteorLab, che afferisce al Dipartimento di Fisica di UniTo, è da oggi dedicato ai fisici Carlo Castagnoli e Giuliana Cini. Se al primo si deve l’iniziativa da cui negli anni Sessanta è partita l'esperienza, la seconda è stata direttrice del laboratorio fino al 2005.  

Il laboratorio, come anticipato, si trova all’interno del primo e più grande rifugio pubblico antiaereo torinese della Seconda guerra mondiale. Fu scavato nel 1943 sotto il Monte dei Cappuccini per proteggere i cittadini della città della Mole durante i bombardamenti. Questo luogo, testimone di una delle pagine più difficili della storia della città, è stato trasformato in uno spazio unico: da rifugio della guerra a laboratorio scientifico permanente, dove le meteoriti raccontano le origini del Sistema solare.

Per questo motivo, visitare il MeteorLab significa attraversare corridoi che custodiscono due memorie: quella cosmica legata ai frammenti caduti dal cielo e quella storica della Torino del Novecento, che conclude il nuovo percorso espositivo all’interno del laboratorio. Grazie al supporto dell'Università di Torino, della Fondazione Compagnia di San Paolo e in collaborazione con Infini.to (Planetario di Torino e Museo dell'Astronomia e dello Spazio “Attilio Ferrari”) il percorso sarà aperto alle scuole primarie e secondarie a partire dall’anno scolastico in corso e, in giornate dedicate, anche al pubblico che si potrà iscrivere tramite il sito di MeteorLab

In contemporanea alla riapertura del laboratorio dei Cappuccini, nel Palazzo del Rettorato è stata allestita la mostra Le meteoriti e i segreti del Sistema Solare. Dallo spazio al Laboratorio sotto il Monte dei Cappuccini (MeteorLab). La mostra accompagna il visitatore alla scoperta delle varie interpretazioni storiche di queste “pietre cadute dal cielo”, delle caratteristiche che le differenziano dalle rocce terrestri, dei grandi impatti avvenuti, sottolineando il loro ruolo di testimoni del passato.

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