Storia e geopolitica della deindustrializzazione nucleare: un convegno internazionale al Campus Einaudi
Giovedì 11 e venerdì 12 giugno, nella Sala lauree rossa del Campus Luigi Einaudi (Lungo Dora Siena 100, Torino) dell’Università di Torino, si terrà il convegno internazionale “History and Geopolitics of Nuclear Deindustrialization”, dedicato all’analisi storica, politica e geopolitica dei processi di deindustrializzazione nucleare. L’evento è organizzato congiuntamente dal Progetto di interesse nazionale DENUCLIT (Nuclear Deindustrialization. Human capital, business restructuring and environmental change in Italy, 1971-1999, PRIN 2022), diretto dalla professoressa Barbara Curli del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, e dal Progetto GeoNuFE (Critical Geopolitics of Nuclear Fuel Supply in Europe, ERC 2025), diretto dal professor Teva Meyer dell’Université de Haute-Alsace, Francia.
Il convegno – che vede la partecipazione di alcuni tra i maggiori studiosi internazionali di storia del nucleare – approfondirà il progressivo decommissioning e smantellamento degli impianti, dovuto all’obsolescenza tecnologica o a decisioni politiche di chiusura. Saranno presentati casi di studio relativi alle esperienze francese, tedesca, sovietica, olandese e italiana, con interventi dedicati alle centrali nucleari di Caorso (Piacenza) e del Garigliano (Caserta), nonché all’impianto Fabbricazioni Nucleari di Bosco Marengo (Alessandria).
La questione della deindustrializzazione nucleare solleva interrogativi che riguardano non soltanto il passato dei vecchi impianti, ma anche il futuro dei territori denuclearizzati, lo smaltimento e lo stoccaggio delle scorie, la trasformazione dei saperi e delle competenze tecno-scientifiche di un settore tornato di recente all'attenzione dell’opinione pubblica italiana nella prospettiva di un possibile rilancio di questa forma di energia.
La storica indiana Jayita Sarkar terrà una keynote lecture sulla storia globale delle infrastrutture nucleari e sul loro rapporto con la decolonizzazione, mentre uno spazio sarà riservato a un bilancio della vicenda di Chernobyl a quarant’anni dal disastro.