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TOAfrica Summer School 2026: al via il programma dedicato ai conflitti in Africa subsahariana

Interamente in lingua inglese, la Summer School si rivolge a studenti magistrali, dottorandi, ricercatori e professionisti interessati ad approfondire le trasformazioni dell'Africa subsahariana attraverso uno sguardo multidisciplinare
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Studenti al Campus Luigi Einaudi

È iniziata la nuova edizione della TOAfrica Summer School, il programma internazionale promosso dalla sezione africanistica del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università di Torino, in collaborazione con la Makerere University di Kampala (Uganda) e numerosi partner accademici e istituzionali italiani e internazionali.

Interamente in lingua inglese, la Summer School si rivolge a studenti magistrali, dottorandi, ricercatori e professionisti interessati ad approfondire le trasformazioni dell'Africa subsahariana attraverso uno sguardo multidisciplinare. Nel corso degli anni ha affrontato temi come urbanizzazione e mobilità, innovazione tecnologica e cambiamenti sociali e culturali, salute e ambiente, offrendo strumenti per comprendere un continente sempre più centrale nelle dinamiche globali.

L'edizione 2026 si svolge dal 6 al 10 luglio presso il Campus Luigi Einaudi ed è dedicata al tema dei conflitti in Africa subsahariana, affrontati da prospettive storiche, antropologiche, politologiche e sociologiche. Il programma riunisce ricercatori e professionisti con background e approcci internazionali e multidisciplinari, provenienti da alcune delle principali università e istituzioni internazionali, tra cui il Nordic Africa Institute (Svezia), l'Università di Copenaghen (Danimarca), il Laboratoire Les Afriques dans le Monde (Francia), la Dire Dawa University (Etiopia) e la ONG italiana Medici con l'Africa CUAMM. Le lezioni offrono ai partecipanti chiavi di lettura complementari per comprendere le molteplici dimensioni dei conflitti che attraversano oggi il continente.

Tra gli appuntamenti aperti al pubblico, martedì 7 luglio, dalle 17.00 alle 18.30, nell'Aula 3D233 del Campus Luigi Einaudi, è in programma il seminario Issues of Governance in Sub-Saharan Africa. Protagonista dell'incontro sarà Giuseppe Mistretta, diplomatico ed esperto di Africa subsahariana. L'introduzione è affidata a Cecilia Pennacini, Professoressa Ordinaria di Antropologia Culturale presso l'Università di Torino.

Nel corso di oltre trent'anni di carriera diplomatica, Mistretta ha ricoperto incarichi nella Repubblica Democratica del Congo, in Libia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. È stato Ambasciatore d'Italia in Angola dal 2009 al 2014 e in Etiopia dal 2014 al 2017; successivamente, dal 2017 al 2025, ha diretto la Direzione per l'Africa subsahariana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, seguendo da vicino alcune delle principali questioni politiche e diplomatiche che hanno interessato la regione.

Alla carriera diplomatica affianca da anni un'intensa attività di ricerca, divulgazione e formazione. È presidente della Imagine Foundation, impegnata nella promozione di iniziative di sviluppo in Africa e in altri Paesi emergenti. Collabora inoltre con numerose università italiane ed è autore di diversi volumi dedicati alla politica africana e alle relazioni internazionali, tra cui Tigray. La guerra invisibile (2025), Sabbie mobili. L'Africa tra autoritarismo e democrazia (2022) e Africa's Pathways. The Future of the Continent through Europe, Italy, China and New Actors (2021). Scrive inoltre per Il Riformista, HuffPost Italia e Nigrizia.

Nel suo intervento, Mistretta affronterà il tema del progressivo indebolimento del buon governo in numerosi Paesi dell'Africa subsahariana, analizzando come conflitti armati, movimenti secessionisti, colpi di Stato e terrorismo abbiano contribuito, negli ultimi anni, a erodere la capacità delle istituzioni di garantire stabilità, diritti e sicurezza.

L'incontro proporrà una riflessione sul valore della good governance, della good administration e dello Stato di diritto come elementi imprescindibili per il rafforzamento delle istituzioni democratiche e per la crescita economica del continente. Attraverso un approfondimento del significato stesso della democrazia, Mistretta evidenzia come essa non si esaurisca nello svolgimento delle elezioni, ma si fondi anche sul ruolo dei corpi intermedi e sulla tutela delle libertà civili, oggi messe sotto pressione in diverse aree dell'Africa.

Particolare attenzione sarà dedicata al cosiddetto "arco di instabilità" che attraversa il continente e coinvolge oltre venti Paesi, con un focus specifico sulla regione del Sahel e sul Corno d'Africa, due aree che continuano a rappresentare alcuni dei principali scenari di crisi. L'intervento analizzerà inoltre le ripercussioni che le più recenti tensioni internazionali, dalla guerra in Iran alle criticità nello Stretto di Hormuz, possono avere sull'Africa, sia dal punto di vista politico sia sotto il profilo economico.

L'incontro offrirà infine l'occasione di riprendere alcune delle riflessioni sviluppate nel volume Tigray. La guerra invisibile, dedicato alle dinamiche geopolitiche del Corno d'Africa, molte delle quali risultano ancora oggi di grande attualità.

In un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da profonde trasformazioni che interessano il continente africano, il seminario rappresenta un'importante occasione di approfondimento sui temi della governance, della pace, della stabilità e dello sviluppo dell'Africa subsahariana.