Come non pesare sul Pianeta in dieci clic
Mettere like a una foto su Instagram, scrivere una mail, riprodurre l’ennesima puntata di quel cartone animato che nostro figlio ormai conosce a memoria, scaricare una nuova app sul nostro smartphone, partecipare all’ennesima – spesso inutile e noiosissima – call di lavoro, seguire una lezione on-line, fare un ricerca su Google, chiedere aiuto a chat GPT, acquistare sull’e-commerce: tutte azioni che sono entrate nella nostra quotidianità e che ormai compiamo senza nemmeno accorgerci.
Tutto ciò che è digitale, per il semplice fatto di essere virtuale, ci sembra immateriale, pulito, quasi etereo, e quindi sostenibile, un’alternativa ecologica ai processi tradizionali più impattanti sull’ambiente.
E da un lato è vero, le tecnologie digitali ci possono aiutare a ridurre la carbon foot-print, la nostra impronta fossile: a livello individuale possiamo partecipare a un videoconferenza senza doverci recare fisicamente ad una riunione, monitorare quanta energia sta consumando la nostra casa, oppure firmare contratti e leggere dispense senza stampare ettari di Amazzonia.
Ma allo stesso tempo dobbiamo chiederci se i nostri comportamenti on-line in realtà consumino più energia di quanta ne aiutino a risparmiare.
Internet rappresenta la più grande infrastruttura mai costruita dall’uomo: un sistema fatto di metallo, cemento, vetro, cavi sottomarini e data center che funzionano ininterrottamente, 24 ore su 24. Ogni azione compiuta online, ogni nostro click, – una ricerca su Google, lo streaming di un video, l’invio di un’email, un commento sui social network – attiva una catena complessa di elaborazione, trasmissione e archiviazione dei dati. I data center, vere e proprie fabbriche dell’era digitale, richiedono enormi quantità di energia e acqua per garantire velocità, continuità e ridondanza del servizio. A questo si aggiunge l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale, che moltiplica i consumi energetici e rende ancora più urgente una riflessione strutturata sulla sostenibilità del digitale.
Secondo i dati dell’Unione Europea, le tecnologie digitali pesano sul nostro consumo energetico per l’8-10%, e per il 2-4% sulle nostre emissioni di gas serra: percentuali che possono sembrare piccole, ma sono di fatto numeri molto alti.
E così, le due grandi sfide della nostra epoca, la transizione ecologica e la transizione digitale, potrebbero sembrare due questioni distinte, ma in realtà sono strettamente interconnesse.
In questi anni abbiamo imparato, anche grazie alla sensibilizzazione e alle azioni dei movimenti sul clima, guidati dalle generazioni più giovani, Fridays For Future in testa, a capire che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza e che anche le nostre piccole azioni quotidiane, dalla borraccia alla raccolta differenziata, dalla scelta di un mezzo di trasporto ecologico all’acquisto di prodotti con packaging essenziale, possono aver un impatto positivo sull’ambiente.
Già nel 2019 UniToGO il green office dell'Università di Torino, aveva lanciato l'evento "Spazzino digitale. Un byte alla volta contro i rifiuti invisibili", patrocinato dal gruppo di lavoro Risorse e Rifiuti della RUS - Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile. Una call to action rivolta a tutta la comunità universitaria, studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e ricercatori che avevano ricevuto informazioni e consigli utili per liberare i propri device e account dai più noti rifiuti invisibili prodotti dal Web e non solo.
Pensiamo ad esempio che estendere la durata di vita di tutti gli smartphone di un anno farebbe risparmiare 2.1 Mt CO2 all’anno entro il 2030, che equivarrebbe a rimuovere un milione di automobili dalle nostre strade. Passare dalle reti 4G alle reti 5G può ridurre il consumo di energia del 90%.
Allora forse è davvero arrivato il momento di ripensare il modo in cui utilizziamo e regoliamo le nostre esperienze digitali.
A partire dal produrre meno: nonostante la quantità enorme di dati che produciamo ogni giorno, si stima che solo l’1-2% di essi vengo davvero trasformato in informazioni utili, rendendo di fatto i data center delle enormi discariche. Ogni anno scattiamo un numero di fotografie digitali superiore a quelle scattate nell'intero XX secolo e nel cloud abbiamo archiviato oltre 9 miliardi di fotografie, il 90% delle quali non saranno mai più consultate.
Essere completamente off-line ai nostri giorni è senz'altro anacronistico, ma possiamo provare a mettere in pratica una serie di azioni per restare connessi più responsabilmente. Qui un kit di consigli pratici:
Inserisci una piccola routine quotidiana.
Dedica 5 minuti al giorno a fare decluttering digitale: parti dal telefono, dalla posta elettronica, dai documenti nel tuo pc. Starai meglio e ti sentirai più leggero.Cancella le e-mail
Scrivi un e-mail solo quando è necessario, cancella periodicamente le mail che non ti servono più (alert on social, promozioni, spam). Per velocizzare il processo puoi utilizzare i filtri, ricercando ad esempio tutte quelle che provengono dallo stesso mittente o che hanno uno stesso oggetto).
Organizza la posta elettronica usando le etichette, preferisci link condivisi a file compressi invece di inviare più volte documenti di grandi dimensioni, evita, quando possibile, il rispondi a tutti. Svuota periodicamente il cestino.Newsletter: unsubscribe è la parola magica
Disiscriviti dalle newsletter inutili, quelle che non hai mai aperto e quelle a cui non ti sei iscritto.Smartphone: elimina foto e app inutili
No, quelle foto dei tramonti non le guarderai più, e non farai un ingrandimento di quei tentativi di scatti alla luna riflessa sul mare. Quegli screenshot di cose che dovevi ricordarti di fare o comprare non ti ricordi più nemmeno dove sono, sepolti nella gallery del telefono. È giunta l’ora di eliminarli. Anche qui puoi procedere con delle ricerche per data, per luogo, per foto duplicate. Sempre sul tuo smartphone, arresta l’esecuzione di app in background e cancella tutte quelle che non utilizzi.Video e musica in streaming
Video e musica in streaming sono tra le principali fonti di emissioni digitali.
Quando possibile, abbassa la qualità o scarica i contenuti invece di riprodurli più volte online.
Se non vuoi rinunciare all'alta definizione, disattiva la riproduzione automatica dei video sui social e sui siti web. I diversi browser e i principali social network consentono questa opzione, solitamente dal menu relativo alle impostazioni di privacy e sicurezza.Ricerche online e con l’IA
Evita le ricerche inutili, usa parole chiave specifiche, aggiungi i siti che consulti più spesso tra i preferiti, inserisci l’URL di un sito invece di passare dal motore di ricerca. Evita ricerche ripetitive, pagine superflueSocial
Limitane il tempo di utilizzo, disattiva le notifiche, evita lo scrolling infinito.Scegli il Wi-Fi invece della rete mobile
Quando puoi, usa la connessione Wi-Fi, che consuma meno energia rispetto alle reti 4G/5G.Pulisci regolarmente archivi
Elimina i file che non consulti più, svuotando anche regolarmente il cestinoScegli l’offline
Documenti, mappe e contenuti utilizzati frequentemente possono essere salvati in locale, riducendo il continuo traffico dati.
E ancora: diventa ambasciatore della consapevolezza digitale
Condividi buone pratiche, sensibilizzando colleghi, studenti, amici e familiari sull’impatto ambientale del digitale. La conoscenza genera cambiamento, ci consente di trasformare l’invisibile in consapevole. Aiutandoci a capire che la domanda non è se dobbiamo usare meno tecnologia, ma come usarla meglio. Perché ogni clic conta. Anche per il pianeta.