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Cacao amaro, dalle contraddizioni della filiera alle responsabilità condivise

Le colture da reddito generano ricchezza nei Paesi di trasformazione e povertà dove si produce. Come cambiare questo modello? È la domanda che apre Orizzonti sostenibili, rassegna per comprendere più a fondo l'Africa, il continente del futuro
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Lavorazione cacao

La filiera del cacao è caratterizzata da un processo complesso, e non senza criticità, che parte dalla coltivazione nelle regioni tropicali e arriva al prodotto finito attraversando diverse fasi di lavorazione e vari passaggi commerciali. I principali Paesi produttori sono la Costa d'Avorio e il Ghana, da cui proviene oltre il 60% del cacao mondiale.

Il cacao sarà il tema del primo incontro della rassegna Orizzonti sostenibili, promossa dal Cisao - Centro interdipartimentale di Ricerca e di Cooperazione tecnico-scientifica con l’Africa, dal progetto ToAfrica dell’Università di Torino e da Binaria centro commensale del Gruppo Abele, dove – da giovedì prossimo 27 novembre al 16 aprile 2026 – si svolgeranno gli incontri (via Sestriere 34, Torino).  

Nell’appuntamento, intitolato Cacao amaro: filiere globali e responsabilità condivise, saranno approfondite le contraddizioni della filiera del cacao in Africa, con un focus più marcato su quella ivoriana. Si parlerà dei costi sociali, economici e ambientali della produzione, con particolare attenzione al lavoro minorile, alla deforestazione e alla complessità delle certificazioni etiche. Si discuterà del ruolo degli attori locali e internazionali, delle sfide per costruire catene di valore più eque e delle responsabilità delle imprese e dei consumatori. 

Le sfide sono molteplici, a partire dagli eventi climatici estremi, come siccità o inondazioni, e dalla diffusione di alcune malattie che possono compromettere gravemente le rese e la qualità delle fave di cacao, generando instabilità nell'approvvigionamento e influenzando negativamente anche le caratteristiche sensoriali e il valore nutrizionale del prodotto. Inoltre, la produzione di cacao ha un forte impatto sull’ambiente e sulle comunità locali. Tra i problemi più diffusi ci sono la deforestazione, l’uso intensivo di prodotti chimici e il lavoro minorile. I piccoli agricoltori dei paesi dell’Africa occidentale, i principali attori di questa filiera, forniscono alle industrie la quota maggiore di cacao, quasi il 70% del totale, ma sono i più penalizzati perché, di fronte a queste sfide, hanno scarso potere contrattuale e il prezzo lo fanno gli intermediari e le industrie di trasformazione.

Oggi, il mercato del cacao è caratterizzato da una situazione di crisi e forte volatilità, con prezzi che hanno raggiunto livelli record, sebbene con recenti fluttuazioni. È stato calcolato che ai piccoli agricoltori arrivino le briciole del giro d’affari miliardario che ruota intorno al cacao. Il modello attuale delle colture da reddito (cacao, caffè) genera ricchezza nei Paesi di trasformazione (fatturato stimato annuo per il cacao superiore ai 100 miliardi di dollari) e povertà nei luoghi di produzione, per cui la vera domanda da porsi è “com’è possibile che i coltivatori ricevano solo il 5-6% dei profitti realizzati sul mercato globale del cacao?”.

A questa e ad altre domande cercheranno di dare una risposta Andrea Mecozzi, consulente di filiere di cacao e cioccolato in Africa e America Latina, Hervé Dobinou, direttore Chocoplus in Costa d'Avorio, e Giuseppina Piccigallo direttrice dello stabilimento Domori; moderati da Leone De Vita del Gruppo Abele – Cisao.

“L’idea alla base della rassegna è stata – spiega Cristiana Peano, presidente del Cisao – quella di organizzare sei incontri dedicati all'esplorazione delle complesse dinamiche che caratterizzano il continente africano contemporaneo, con particolare attenzione alle questioni ambientali, ai diritti umani e alle prospettive future. L’Africa è da decenni considerato ‘il continente del futuro’ ma, da decenni, subisce una narrazione eurocentrica che non rende onore alla realtà del continente africano”. 

È nato così Orizzonti sostenibili per promuovere, attraverso un percorso di dialoghi multidisciplinari, una comprensione più profonda e sfaccettata dell'Africa, superando stereotipi e narrazioni riduttive. Ognuno dei sei incontri si focalizzerà su un tema specifico. Dopo il 27 novembre con l’evento dedicato al cacao, il 18 dicembre si parlerà di luoghi di frontiera, il 22 gennaio di nuove generazioni africane, il 19 febbraio di turismo sostenibile, il 19 marzo di narrazione di un continente e il 16 aprile di agroecologia e resistenza femminile.