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UniStem Day: l’infinito viaggio della ricerca scientifica compie 18 anni

L’Università di Torino, in contemporanea con altri 92 atenei e centri di ricerca di 12 Paesi e due continenti, ospita l’evento internazionale coordinato dal Centro UniStem dell’Università di Milano
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Donne e STEM

Venerdì 20 marzo, l’Università di Torino e altri 92 atenei e istituti di ricerca ospitano, per il diciottesimo anno consecutivo, l’UniStem Day, il più partecipato evento internazionale di divulgazione scientifica dedicato alle ragazze e ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, con oltre 30mila studenti, in 12 Paesi e due continenti.

Tra questi, sono 300 gli studenti di 10 scuole di Torino e provincia che partecipano all’evento coordinato dalla prof.ssa Annalisa Buffo - vice direttrice del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi dell’Università di Torino - in programma nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale. L’evento è tra le attività previste per il 20 marzo all'interno della cornice "Le università svelate", promossa dalla Crui. 

Il tema scelto per la diciottesima edizione è “Liberi di scegliere”, un invito alle studentesse e agli studenti a sentirsi liberi di costruire il proprio futuro e intraprendere la strada che più si sente propria, andando oltre i pregiudizi e le convenzioni sociali.

UniStem Day all’Università di Torino

UniStem Day 2026 ospiterà alcune studentesse e studenti che l’Università di Torino ha accolto in questi anni, permettendo loro di proseguire percorsi di studio interrotti o minacciati da guerre e invasioni.

«Liberi di scegliere non è solo il titolo di questa edizione di UniStem Day, ma un principio che interpella direttamente il ruolo dell’università pubblica– sottolinea la Rettrice dell’Università di Torino, prof.ssa Cristina Prandi che aprirà l’evento di Torino. - La libertà di costruire il proprio futuro non può essere lasciata alle sole condizioni individuali: esiste davvero solo quando le istituzioni garantiscono pari opportunità di accesso alla conoscenza, alla formazione e alla ricerca. È questa la responsabilità che l’Università di Torino assume ogni giorno: non limitarsi a trasmettere saperi, ma creare le condizioni perché tutte e tutti possano sviluppare il proprio percorso, anche partendo da situazioni di fragilità o da contesti segnati da disuguaglianze e conflitti. In questo senso - continua la Rettrice Prandi - l’apertura delle nostre aule a studentesse e studenti provenienti da aree di crisi, così come l’impegno sul diritto allo studio e sull’inclusione, non sono azioni accessorie, ma parte integrante della nostra missione. La ricerca e l’educazione superiore sono strumenti concreti di libertà, di mobilità sociale e di costruzione del futuro: non solo per chi studia, ma per l’intera società».

Gli interventi dei relatori

La libertà di scegliere si fonda sull’uguaglianza delle opportunità e sul riconoscimento del valore della diversità. Per questo, l’evento di Torino è dedicato ad esplorare come la ricerca scientifica traduca questi principi in pratiche concrete. Come i progressi straordinari della neuroingegneria nello sviluppo di neuroprotesi impiantabili e indossabili per ripristinare le funzioni neurali in persone con disabilità,protagonisti del talk di apertura del prof. Silvestro Micera della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

La prof.ssa Francesca Garbarini del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino, dove guida il gruppo di ricerca Manibus Lab, parlerà invece di come costruiamo la rappresentazione del nostro corpo e della nostra identità. Nel suo intervento Tra identità e diversità, come il cervello sviluppa la rappresentazione del nostro corpo spiega come e quando emergono i primi indizi del sé corporeo nello sviluppo tipico, fino a contesti patologici in cui questa rappresentazione risulta alterata, come nei disturbi del comportamento alimentare, dove emerge una discrepanza tra corpo biologico, percepito e ideale.

Nell’intervento Ogni cervello è unico una storia di geni, ambiente e plasticità, la dr.ssa Sara Bonzano - ricercatrice del NICO e del DBioS, Dipartimento di Scienze della vita e Biologie dei Sistemi dell’Università di Torino - parlerà invece di come i geni e la plasticità cerebrale influenzino lo sviluppo e il funzionamento del cervello.
Nell’ultimo intervento La scienza a colori: quando la biologia molecolare incontra l’arte, la dr.ssa Marzia Munafò – ricercatrice dell’EMBL di Monterotondo (Roma) e illustratrice scientifica – spiegherà come sia possibile unire con successo il lavoro di ricerca e la passione per il disegno, creando illustrazioni non convenzionali ispirate alla scienza.

Nato nel 2009 da un’idea della Professoressa della Statale di Milano e Senatrice a vita Elena Cattaneo per promuovere lo studio e la diffusione delle discipline STEM (Science, Technology, Engineering, and Mathematics), negli anni UniStem Day si è arricchito di temi e protagonisti del mondo scientifico e della società civile: l’intento è contribuire a far comprendere agli adulti di domani come lo studio e la conoscenza siano il presupposto di scelte libere e consapevoli. Ancora una volta, i protagonisti della giornata saranno i circa 30mila studenti che in tutti i Paesi partecipanti, attraverso seminari, tavole rotonde, visite ai laboratori, ma anche quiz, momenti musicali e attività ricreative, potranno calarsi nei panni dei ricercatori alle prese con le loro sfide quotidiane.

UniStem Day nel mondo

Oltre all’Italia, partecipano a UniStem Day 2026 Australia, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Spagna, Svezia, Ungheria.